Guida
Intelligenza artificiale nello studio notarile: legge 132/2025, AI Act e dati delle parti
L'intelligenza artificiale nello studio notarile può aiutare nella fase preparatoria, mai nella funzione pubblica di ricevere l'atto e attribuirgli pubblica fede. Le regole sono l'art. 13 della legge 23 settembre 2025, n. 132, il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e le norme su segreto professionale e protezione dei dati. Questa guida spiega cosa è consentito e come organizzarsi.
Intelligenza artificiale nello studio notarile: il perimetro della funzione pubblica
Prima di ogni norma sull'IA c'è la legge notarile. L'art. 1 della legge 16 febbraio 1913, n. 89 definisce i notai ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito e rilasciarne copie, certificati ed estratti. Il Consiglio Notarile di Milano descrive la funzione attraverso quattro ruoli: adeguamento della volontà delle parti al dettato normativo, sostituto d'imposta, certificatore, pubblico depositario.
Da qui discende una distinzione pratica:
| Attività preparatorie in cui l'IA può aiutare | Funzioni che restano del notaio |
|---|---|
| Ricostruzione della provenienza dai documenti | Giudizio sulla commerciabilità del bene |
| Ricerca di norme, prassi e giurisprudenza | Scelta della soluzione giuridica |
| Prima bozza dell'atto dai modelli dello studio | Contenuto definitivo dell'atto |
| Inquadramento del regime fiscale | Liquidazione e versamento delle imposte |
| Ordinamento dei documenti antiriciclaggio | Valutazione del rischio e del sospetto |
| Identificazione delle parti, accertamento della volontà, lettura e sottoscrizione |
Legge 132/2025 per i notai: supporto, prevalenza e informativa
La legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025, dedica l'art. 13 alle professioni intellettuali.
Secondo il comma 1, l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale «è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all'attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d'opera». Per lo studio notarile questa regola si sovrappone a quella, più rigida, che deriva dalla funzione pubblica: l'IA resta nella fase preparatoria.
Il comma 2 chiede che le informazioni sui sistemi di IA utilizzati siano comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, per assicurare il rapporto fiduciario.
Come impostare l'informativa sull'IA per i clienti del notaio
La legge non prescrive una forma. Alcune scelte pratiche:
- inseriscila nei documenti con cui le parti ti conferiscono l'incarico o ricevono il preventivo;
- indica per quali attività usi l'IA (ricerca, analisi dei documenti, bozze) e che ogni risultato è verificato personalmente;
- descrivi il trattamento dei dati: fornitore, luogo dei server, uso o meno per l'addestramento;
- verifica se il Consiglio Nazionale del Notariato o il tuo Consiglio distrettuale hanno diffuso modelli o indicazioni da seguire.
AI Act e notaio: gli obblighi dello studio
Il Regolamento (UE) 2024/1689 chiama deployer chi utilizza un sistema di IA sotto la propria autorità nell'ambito di un'attività professionale: è la posizione tipica dello studio notarile che usa un software di IA. Dal 27 luglio 2026 il testo va letto con le modifiche del Regolamento (UE) 2026/1744, noto come Digital Omnibus sull'IA.
Alfabetizzazione del personale
Nella versione modificata, l'art. 4 impegna fornitori e deployer a prendere misure che favoriscano l'alfabetizzazione in materia di IA di chi usa i sistemi per loro conto, precisando che non è richiesto un livello specifico. Nello studio riguarda notaio, collaboratori e personale di segreteria che usano gli strumenti.
Sistemi ad alto rischio
L'allegato III elenca gli usi ad alto rischio in base alla finalità. Gli usi tipici dello studio per ricerca e redazione non compaiono nell'elenco, ma attenzione agli usi diversi: il punto 4 dell'allegato III considera ad alto rischio, per esempio, i sistemi usati per la selezione del personale, come l'analisi e il filtraggio delle candidature. Per questi sistemi il calendario rivisto dal Digital Omnibus fa scattare gli obblighi il 2 dicembre 2027.
Chatbot e trasparenza
Gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 sono applicabili dal 2 agosto 2026: chi interagisce con un sistema di IA deve esserne informato. Se pubblichi un assistente virtuale sul sito dello studio, verifica con il fornitore come è assolto questo obbligo.
Segreto professionale del notaio e dati delle parti
Titoli di provenienza, documenti d'identità, dati patrimoniali e familiari, informazioni raccolte per l'adeguata verifica: l'istruttoria notarile è fatta di dati delicati. L'art. 622 del codice penale punisce chi rivela senza giusta causa un segreto appreso per ragione della propria professione. Il GDPR, all'art. 28, chiede di ricorrere solo a responsabili del trattamento che presentino garanzie sufficienti e, all'art. 32, di adottare misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, come la cifratura.
Prima di adottare uno strumento di IA verifica:
- dove sono conservati i dati e in quale giurisdizione;
- se prompt e documenti vengono usati per addestrare i modelli;
- quali misure di sicurezza e quali certificazioni ha il fornitore;
- chi, nello studio, può vedere quali contenuti.
Formazione sull'IA per i notai: cosa cambia con il d.lgs. 179/2026
Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 (Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026), con cui il Governo ha esercitato le deleghe della legge 132/2025 per allineare l'ordinamento italiano all'AI Act. Secondo i primi commenti, prevede che la formazione iniziale e continua delle professioni ordinistiche includa percorsi sull'uso dei sistemi di IA, con contenuti tecnici, giuridici e deontologici, e che i consigli nazionali adeguino i propri regolamenti sulla formazione entro sei mesi.
Per il notariato significa seguire le indicazioni che arriveranno dal Consiglio Nazionale del Notariato sui crediti formativi dedicati all'IA.
Checklist per l'intelligenza artificiale nello studio notarile
- Mappa gli strumenti di IA usati in studio, anche quelli gratuiti usati dai singoli collaboratori.
- Stabilisci per iscritto quali attività possono passare per l'IA e quali no, a partire da quelle della tabella sopra.
- Verifica i fornitori: trattamento dei dati, addestramento, sicurezza, accessi.
- Prepara l'informativa per le parti e inseriscila nei documenti di incarico.
- Fissa una regola di verifica: nessuna norma, prassi o massima entra in un atto senza essere stata letta alla fonte.
- Organizza la formazione del personale, anche in vista dei nuovi obblighi formativi.
- Rivedi le regole interne quando cambiano strumenti o indicazioni di categoria.
Come può aiutarti Next-OS
Next-OS è progettato per la fase preparatoria: ricerca su norme, prassi e giurisprudenza con fonti citate, analisi dei documenti dell'istruttoria, bozze dai modelli dello studio. I dati dei clienti non vengono usati per l'addestramento, l'infrastruttura è un cloud europeo con server in Irlanda e, secondo la classificazione dichiarata da Aptus.AI, Next-OS non è né un sistema di AI per finalità generali né un sistema ad alto rischio. Sono informazioni che puoi riportare nella tua informativa.
Per gli usi concreti vedi la pagina sull'AI per notai e quella sulla verifica della provenienza dell'immobile.
Domande frequenti
Con l'intelligenza artificiale nello studio notarile bisogna informare le parti?
Sì. L'art. 13, comma 2, della legge 132/2025 vuole che chi riceve la prestazione sappia quali sistemi di IA usa il professionista, spiegati in modo chiaro, semplice ed esaustivo. La forma è libera: è pratico inserire l'informativa nei documenti di incarico e indicare attività, strumenti e trattamento dei dati.
Un sistema di IA può accertare la volontà delle parti?
No. Ricevere l'atto, accertare la volontà delle parti e attribuire pubblica fede sono funzioni del notaio come pubblico ufficiale, secondo la legge notarile. L'art. 13 della legge 132/2025 conferma che l'IA nelle professioni intellettuali serve solo ad attività strumentali e di supporto, come ricerca, analisi dei documenti e bozze.
Chi usa l'intelligenza artificiale nello studio notarile è soggetto all'AI Act?
Sì, come utilizzatore: per il Regolamento (UE) 2024/1689 lo studio che impiega un sistema di IA nella propria attività è un deployer. Il primo obbligo concreto, nella versione rivista dal Regolamento (UE) 2026/1744, è favorire l'alfabetizzazione sull'IA di notaio e collaboratori. Obblighi più pesanti scattano per usi ad alto rischio dell'allegato III, come la selezione del personale.
Fonti
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